Veneto

Visite saltate e interventi rinviati: il Covid manda in tilt gli ospedali

Che lo tsunami chiamato Coronavirus abbia travolto la sanità italiana e veneta, da marzo dell’anno scorso, costringendo a una quasi totale “riconversione Covid” degli ospedali è un concetto ormai abbondantemente noto a tutti. Ora, però, arrivano anche le cifre che danno una dimensione a questo fenomeno: le fornisce l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.

Le cifre

E sono cifre spaventose, che mettono in luce la fragilità del nostro sistema sanitario, letteralmente piegato da quanto accaduto negli ultimi 13 mesi. Del resto, se non durante qualche “finestra” aperta per dei brevi periodi, nell’ultimo anno abbondante, i nostri ospedali si sono occupati quasi esclusivamente del Covid e delle prestazioni urgenti e non differibili. Si teme che tutto questo potrà avere gravi e serie ripercussioni per ancora molto tempo.

L’oncologia

Nel 2020, in Veneto, le visite oncologiche hanno subito una riduzione di oltre il 20% rispetto al 2019: è la percentuale più elevata registrata in tutto il Nordest, mentre è andata ancora peggio in Lombardia (-27,5%). Questo, comunque, rientra nell’ambito del “conosciuto”. È impressionante notare il crollo anche del numero degli interventi oncologici, confrontando il periodo tra marzo e giugno 2020 (i mesi del lockdown) con lo stesso periodo dell’anno prima. Tutte le cifre sono a ribasso, ma l’entità dell’emorragia è comunque meno grave rispetto a quella che emerge dai dati nazionali. In ogni caso, le operazioni per tumore al colon sono diminuite del 27%, per i melanomi del 20%, per il cancro alla prostata del 18%.

Operazioni cardiache

Un’altra branca che ha sofferto molto è quella cardio-circolatoria che, soprattutto nei mesi del lockdown, ha sperimentato il timore di molte persone nell’andare in ospedale, per paura del contagio. Per questo, rispetto al 2019, i ricoveri per infarto sono diminuiti del 16% e per ictus ischemico di oltre il 14%. Ma i ricoveri sono tutti calati drasticamente: del 19% quelli urgenti, del 38% e del 39% rispettivamente quelli ordinari e quelli chirurgici programmati, del 41% quelli in day hospital.

A soffrire sono state soprattutto le visite differibili

Quelle di controllo sono scese del 31%: meglio ha fatto il Friuli-Venezia Giulia (24%) e peggio la Lombardia (33%). Le prime visite neurologiche sono scese del 39%, ed è il dato peggiore di tutto il Nordest, secondo solo a quello registrato in Alto-Adige. Infine, le prime visite oculistiche sono diminuite persino del 46,4%, ancora il dato peggiore del Nordest, sempre con l’eccezione dell’Alto Adige. Gli unici dati dissonanti riguardano le fratture, con accessi ospedalieri aumentati di oltre il 3%, percentuale ben superiore a quella registrata a livello nazionale. Bizzarro, considerando il quasi totale azzeramento degli incidenti stradali, durante il lockdown. E allora la spiegazione forse consiste nell’aumento degli incidenti domestici, dovuti proprio alla costrizione forzata a casa.

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