Veneto

Vogliamo lavorare

I nostri commercianti vogliono lavorare e manifestano. Sono manifestazioni pacifiche, autorizzate dalla Questura. Sono tutti con la mascherina. Il loro grido è univoco “Vogliamo lavorare”.

Il silenzio

Perché nessuno ne parla? Nonostante le proteste aumentino numerose nelle nostre città, dove è la tv, la stampa e il Governo? Chi sostiene e aiuta le nostre partite iva? E le piccole imprese?

Numerosi

Sono in tanti,sono in migliaia che scendono in piazza. Padri di famiglia. Persone perbene che nulla hanno a che fare con i cosiddetti “no mask”, i negazionisti. Nessuno di loro nega la situazione emergenziale che stiamo vivendo ma, chiedono rispetto per il loro diritto a vivere dignitosamente.

Torino 15 novembre ore 15.00

In migliaia hanno risposto alla chiamata di “TUTTI IN PIAZZA… TORINO C’È!”per le partita IVA. Domenica 15 novembre,al grido “SE UCCIDETE LE IMPRESE – UCCIDETE IL PAESE” si è aperta la più importante manifestazione finora svoltasi a Torino nel 2020.

Numerosi i gruppi e le associazioni che hanno partecipato tra cui, GOIA (Gruppo che sostiene i Commercianti Ambulanti) e UBAT (Unione Battitori Ambulanti Torinesi).

Ambulanti e ristoratori

E ancora Ambulanti, Ristoratori, Gestori di Palestre, Estetisti, Organizzazione di Eventi e Spettacoli, Artisti, Personal Trainer, Proprietari di Locali e Circoli, Centinaia di lavoratori indipendenti e dipendenti che hanno fatto sentire la loro voce attraverso i rappresentanti delle molte sigle di rappresentanza.

Se ci chiudete ci uccidete

Silvano Rittà, Rappresentante dell’UBAT:”Non possiamo vivere nella speranza che il Dpcm ci dia la possibilità di lavorare” e ancora: “chiudere i mercati all’aperto non é una soluzione, anzi, uccide L’Italia”. Giancarlo Nardozzi, GOIA: “Chiedo a Conte di riceverci, per lui le partite IVA non contano niente”

Il messaggio che arriva è forte e chiaro, chiudere significa uccidere piccole e medie imprese e con loro intere famiglie lasciate sole dal Governo.

Perché i ristori non bastano

Sono 95.000 le imprese fallite nel solo 2020 e se si continua con questa impossibilità di lavorare, oltre ai numeri dell’emergenza sanitaria, ci saranno anche altri numeri, non per questo meno preoccupanti che riguardano un’Italia economicamente allo sfacelo. Ci siamo dimenticati dei suicidi dei nostri imprenditori?

La testimonianza

Toccante la testimonianza di un’estetista: “nessun giornale ha parlato di una mia collega che, dalla Sardegna, è “emigrata” a Torino. In Sardegna lavorava 10 ore al giorno per 300 euro al mese. A Torino si é suicidata per disperazione”. E ancora Giancarlo Nardozzi ribadisce: “è ora di finirla con il categorizzare le piccole e medie aziende come evasori. E continua ribadendo: “siamo la colonna portante dell’economia italiana”. “Ci alziamo tutte le mattine, a noi nessuno paga la mutua. Malati o no, lavoriamo!”.

Conte

Protest demonstration against the lockdown during the Coronavirus Covid-19 pandemic emergency in Turin, Italy, 15 November 2020. Piedmont is in the red zone with the highest level of restrictions. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

E mentre Conte parla di un Natale all’insegna della spiritualità, noi tutti ci chiediamo dove sia la sua umanità davanti a migliaia di famiglie che chiedono solo di appellarsi ad un unico fondamentale diritto: il lavoro.

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