Veneto

Zaia all’attacco sulla scuola

È la scuola, o meglio la ripresa delle lezioni al 50% in presenza negli istituti superiori a partire dal 7 gennaio, il nervo scoperto del confronto istituzionale. Al riguardo, Luca Zaia – da tempo convinto che la scelta comporti rischi eccessivi nell’attuale congiuntura epidemiologica – fa sentire la sua voce in una nota congiunta dei presidenti leghisti che imputano al governo ritardi e incertezze, sia sul versante dell’istruzione che su quello della profilassi.

Le parole di Zaia

«Come governatori abbiamo fatto tutto ciò che era necessario in tema di sicurezza per i trasporti in accordo con i prefetti, ma restano molte criticità sul contenimento della pandemia. Servono scelte tempestive affinché si possa dare certezze alle milioni di persone coinvolte. Siamo preoccupati per il silenzio da parte del governo sulle criticità sul tema della riapertura delle scuole», è la critica; «Inoltre è necessario garantire subito quanto promesso dal governo alle regioni: personale sanitario per effettuare le vaccinazioni. Oggi i territori stanno spostando medici e infermieri da altre attività per fare i vaccini, attività che sono essenziali e rischiamo di mettere ulteriormente sotto stress un sistema già stremato».

Le altre regioni

Oltre al rappresentante veneto, a sottoscrivere il documento sono i salviniani Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Maurizio Fugatti (Trentino), Christian Solinas (Sardegna), Nino Spirlì (Calabria) e Donatella Tesei (Umbria). Né la polemica è alimentata soltanto dal Carroccio.

Anche Forza Italia

A farsi interprete di ansia e malessere diffusi, è l’alfiere dei parlamentari forzisti veneti: «Sulla scuola il governo continua a commettere errori gravi», afferma Marco Marin «il ministro Azzolina sembra vivere fuori dalla realtà come se il sistema scolastico vivesse in una bolla distinta e distante dalla pandemia. L’anno scorso, in vista della riapertura di settembre, ha lasciato trascorrere i mesi precedenti senza fare nulla di significativo come se tutto ruotasse intorno ai banchi a rotelle. L’esito di tanta inadempienza, l’abbiamo sperimentato. Lo stesso avviene ora, in vista dell’eventuale ritorno in aula dopo le festività: ancora una volta, Conte, Azzolina e l’intero governo non hanno risolto nulla».

A cosa allude il senatore azzurro?

«I problemi sono sempre gli stessi: trasporto pubblico, aule, insegnanti, test diagnostici. Quali provvedimenti sono stati attuati per dare risposta a queste criticità? Ci attenderemmo che il governo li indicasse e se non lo fa non è questione di omertà: purtroppo non ha proprio nulla dire. Sembra di essere tornati indietro di quattro mesi: tutti i problemi sul tavolo e nessuna soluzione. Con una aggravante che sancisce il fallimento totale dell’esecutivo: errare è umano, perseverare diabolico».

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