Veneto

Zaia avvisa Conte e Zingaretti

Luca Zaia, con il referendum sull’autonomia del 2017 e con le Olimpiadi 2026 assegnate a Milano-Cortina, è diventato il leader del partito del Nord che punta ai risultati concreti con alleanze trasversali. Ma con il cambio di governo mette in guardia Conte e Zingaretti.

La proposta

«C’è una sola strada: il voto anticipato. Subito. Non so che piega prenderà questa trattativa che procede a suon di colpi di scena. Governo Conte bis sì ma senza gli attuali ministri dei 5 stelle. Mi pare molta mischia al centro, per usare un termine caro ai rugbisti».

Il ribaltone di Conte e Zingaretti

«Azzardato fare pronostici, punterei sulla classica tripla: 1 X 2. Non sono nella stanza dei bottoni a Roma. Se dovesse nascere il governo 5 Stelle-Pd la situazione sarebbe imbarazzante, perché siamo ben oltre il muro del suono. Il dibattito tra Di Maio e Zingaretti fa capire che se mai dovesse nascere, la coalizione giallo-rossa avrà vita breve. Sarà braccio di ferro infinito su ogni provvedimento. Su ogni decreto».

Salvini ha sbagliato?

«Non faccio l’avvocato difensore di Matteo Salvini. Dico solo che siamo un paese di 60 milioni di commissari tecnici della nazionale e tutti sanno come finisce la partita di calcio, ma aprono bocca solo dopo aver visto il risultato. Si lamentano le stesse persone che criticavano l’alleanza tra Lega e 5 Stelle a giugno 2018. Io sono della teoria che bisognava rompere con Di Maio. L’ho sempre detto e non mi sposto di una virgola. Con i grillini abbiamo cercato di costruire una solida alleanza di legislatura ma non è stato possibile e Salvini ha deciso di rompere dopo i no di Conte all’autonomia e i no di Toninelli alla Tav Torino Lione e alle grandi opere. Salvini ha pure detto che se i no si trasformano in sì, siamo qui per discutere».

Il segnale a Conte e Zingaretti

«Il Veneto non cambia idea: saremo come un nido di vespe nei confronti di chi andrà al governo. Non ho fatto sconti alla Lega, figuriamoci se li farò a Pd e M5S. A Conte e Zingaretti. La soluzione che si prospetta è una chimera, anzi un inciucio contro chi produce la ricchezza del Paese e sono pronto a incatenarmi a Palazzo Chigi per difendere gli interessi del Veneto».

L’autonomia e Zingaretti

«L’ex sottosegretario Bressa può dire quello che vuole, ma la sua è una “ex” opinione. Il Veneto attende l’autonomia da 670 giorni e ha messo in campo una squadra di assoluto valore. Il costituzionalista Bertolissi come capo della delegazione che ha trattato con il governo. E poi i professori Giovanardi, Stevanato e Antonini, nominato giudice della Corte Costituzionale. Figure autorevolissime. Il nostro progetto è in linea con la Costituzione, non posso accettare le critiche di chi diceva che il referendum era un atto eversivo e ha fatto di tutto per bloccarlo. Tutte le 23 materie sono sacrosante».

Le colpe di Conte

«Le colpe ricadono tutte sui ministri 5 Stelle. Il premier Conte aveva promesso di firmare l’intesa con il Veneto il 14 febbraio e il suo vice Di Maio, dopo aver alzato il muro per 14 mesi, ora ha proposto una commissione di accademici napoletani, amici suoi, per riscrivere le intese. Ci prendono in giro. Il Veneto che ha chiesto le 23 materie si è visto sbattere la porta in faccia. Il premier Conte non ha uno straccio di progetto sull’autonomia ed è rimasto prigioniero dei veti 5 Stelle».

La preintesa

«L’idea della preintesa è mia. Il governo del PD non ha avuto il coraggio di mandare il presidente del consiglio Gentiloni a firmare quell’accordo. Abbiamo firmato su 4 materie e mezza, con una postilla che ho fatto inserire io: le altre 19 deleghe le discutiamo con il nuovo governo. Renzi e Gentiloni hanno impugnato il referendum e vietato l’uso della tessera elettorale ai seggi per sabotare il voto. Attendo il nuovo governo alla prova dei fatti, ma io firmo solo un accordo con le 23 materie».

Lega e Zingaretti

«Salvini non ha premuto sull’acceleratore per non deludere il Sud? E’ una narrazione che non sta in piedi. L’impegno della Lega è stato assoluto e al ministro Erika Stefani va tutta la mia stima per il grande lavoro che l’ha impegnata 14 mesi. Ora vedremo Zingaretti».

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