Veneto

Zaia: “Con vaccini sufficienti copertura totale per giugno”

La vaccinazione di massa è decollata con ritmi incoraggianti – 28.752 le dosi eseguite in Veneto al “fixing” delle 18,30, pari al 73,9% della dotazione – e di questo passo il primo lotto Pfizer assegnato da Roma sarà esaurito nel giro di una settimana. Circostanza che induce all’ottimismo circa l’andamento della campagna mentre la cupezza del momento, scandita da contagi e decessi che sembrano non avere fine, impone di aggrapparci al salvagente in fiala: «Se riceveremo i vaccini promessi, secondo le quantità e i tempi stabiliti con il Governo, saremo in grado di completare la copertura della popolazione prima dell’estate, la macchina in funzione è oliata ed efficiente, a scanso di equivoci abbiamo anche un milione di siringhe pronte all’uso in magazzino», le parole del governatore Luca Zaia.

Il programma

Il cronoprogramma nel dettaglio lo illustra Francesca Russo: «Entro il 25 gennaio contiamo di ultimare la fase 1, quella dedicata alle priorità assolute», afferma la “zarina” del Dipartimento prevenzione. Il suo riferimento corre al personale della sanità pubblica, accreditata e privata (inclusi odontoiatri e tecnici di laboratorio); agli operatori di Croce Rossa e Croce Verde; ai dipendenti e agli ospiti delle case di riposo e dei centri riservati alle fragilità sanitarie e sociali. In totale, le 186 mila persone. A seguire, da febbraio a marzo, sarà la volta delle categorie a rischio elevato: gli ultraottantenni anzitutto (sono circa 360 mila) e poi la fascia d’età 79-70 anni bersaglio prediletto del Covid, le fasce “sensibili” sul versante (malati cronici e immunodepressi, pazienti problematici segnalati dai medici di base) quanti lavorano nei servizi giudicati essenziali: forze dell’ordine e armate, vigili del fuoco, insegnanti, farmacisti, addetti al trasporto e alle poste, giornalisti, tra gli altri; un bacino stimato in 1,6 milioni di utenti.Il capitolo conclusivo, tra maggio e giugno, si aprirà con gli over 60 e procederà secondo criteri anagrafici decrescenti, arrestandosi alla soglia dei sedici anni.

Il piano

Il Piano è mirato a vaccinare fino a 4,1 milioni di veneti ma si tratta di una cifra teorica che andrà depurata da quanti, per svariate ragioni, declineranno l’offerta. A oggi, si apprende, l’adesione nel circuito sanitario supera il 90%.una somministrazione ogni 3 minuti. «Ciascuno riceverà un invito indicante luogo, data e orario dell’inoculazione; qualora non sia in grado di raggiungere il centro vaccinale, sarà raggiunto a domicilio», precisa Russo «La somministrazione della prima dose richiede 3 minuti, seguirà un quarto d’ora di sorveglianza sanitaria e quindi l’appuntamento per il richiamo, a distanza di 21 giorni».

Via i dubbi

L’igienista prova a dissipare i dubbi serpeggianti circa i rischi della somministrazione: «Il vaccino è efficace al 95%, non contiene il virus e non può in alcun caso inocularlo, trasmette invece una molecola di Rna messaggero della proteina bersaglio Spike che sollecita la reazione anticorpale dell’organismo. L’immunità? I primi studi disponibili indicano da sei mesi ad un anno, poi si vedrà se sarà necessaria una terza dose». L’intera campagna mobiliterà circa 3 mila persone, ma chi inietterà materialmente la fiala? «Medici dei servizi vaccinali e di base, ospedalieri, pediatri di libera scelta, laureati specializzandi. L’adesione è volontaria, l’auspicio è che quanti più cittadini possibile acconsentano a vaccinarsi, proteggendo così sia se stessi che gli altri».

Riclassificazione

La riclassificazione delle Regioni in zone di rischio è imminente e il Governo ha deciso di irrigidire i criteri: sopra Rt 1 si va in arancione, oltre Rt 1,25 in rosso. Per il Veneto, l’addio alla rassicurante fascia gialla sembra scontato. «In mattinata ho parlato con il ministro Speranza, mi ha accennato ai nuovi criteri dell’algoritmo ma non so nulla di più», il commento di Zaia «Oggi la nostra incidenza di positivi rispetto ai tamponi eseguiti è del 5,6% contro una media nazionale di 12. Al riguardo, abbiamo chiesto che ad esprimersi siano esclusivamente gli scienziati dell’Istituto superiore di sanità, rispetteremo la loro valutazione qualunque essa sia».

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