Veneto

Zaia convoca i sindaci

È un paradosso. Apparente però. Agli occhi dell’Istituto superiore di sanità, le frecce nell’arco del Veneto – circuito ospedaliero, dotazione di terapie intensive, volume di testing, capacità di tracciamento sintomatologico – giustificano la permanenza di fascia gialla a dispetto dell’entità impressionante di contagi e dell’incremento dei decessi. Tale collocazione esime i cittadini dai divieti più stringenti sul versante della mobilità e delle attività commerciali ma – ecco il punto – implica una cooperazione collettiva diretta e costante alla riduzione del rischio epidemiologico. Ciò avviene in molti casi ma non sono rari i cali d’attenzione che si traducono in comportamenti irresponsabili, dagli effetti rovinosi.

Assembramenti

L’allusione, manco a dirlo, corre agli affollamenti nei centri storici delle città e delle località turistiche e di svago, presi d’assalto nel fine settimana fino a trasformarsi in corsie preferenziali dell’infezione, con inevitabile corollario di patologie, ricoveri e vittime. Una circostanza che in vista del prossimo week end, l’ultimo a precedere le festività, assume il tenore dello spauracchio. Ieri le mete predilette dallo shopping – Treviso, Verona, Padova – sono state attraversate da flussi massicci di visitatori che hanno indotto alcuni amministratori a sperimentare misure inedite (tra tutti, il senso unico pedonale nelle piazze e nei corsi principali).

Zaia e i sindaci

Oggi i sindaci dei sette capoluoghi e il governatore Luca Zaia si riuniranno in videoconferenza per valutare ulteriori e più incisivi provvedimenti. Ciascuno porterà l’esperienza maturata sul campo e il primo bilancio delle misure adottate, elementi utili al presidente della Regione impegnato a mettere a punto la nuova ordinanza “natalizia”. Un confronto che avviene nella fase più critica della seconda ondata, dove l’impennata di positivi al test (la più elevata d’Italia pur se in presenza di un numero di tamponi altrove sconosciuto) impone una stretta più efficace.

Cercare una soluzione

Al riguardo Zaia proverà a salvare capra e cavoli, coniugando l’attività di profilassi al salvagente a un’economia già in debito d’ossigeno, ma il compito appare complesso. «Punteremo alla moral suasion, da obiettore di coscienza e non violento io rifiuto lo stato di polizia e confido nel senso civico», è il suo ritornello, alternato peraltro alle lamentazioni del lunedì, allorché valanghe di video e immagini documentano «l’aerosol di Covid nei luoghi di assembramento». Che altro? L’ordinanza precedente che sanciva la chiusura domenicale del commercio non è stata rinnovata, “graziando” gli esercenti in affanno; viceversa, l’obbligo di consumare seduti nei locali pubblici è stato anticipato alle 11, ribadendo l’ingresso contingentato nei negozi. Prossima tappa? Si vocifera di blocchi orari «discrezionali» nell’accesso festivo e prefestivo ai centri urbani. Lo sapremo presto.

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