Veneto

Zaia e la via orientale

Delusi dai tagli di Pfizer BioNTech non resta che sperare in AstraZeneca per raggiungere il traguardo dell’immunità di gregge: il vaccino italo-inglese se otterrà il via libera dall’Ema il 29 gennaio, dovrebbe essere disponibile dal 15 febbraio. L’unica nota di ottimismo non ha convinto né Luca Zaia né gli altri presidenti delle regioni, che hanno dato fiato a tutto il loro malcontento nel confronto con il commissario Arcuri e i ministri Speranza e Boccia. Tre ore di confronto per capire se le forniture annunciate dal governo saranno mantenute, oppure se ci si dovrà rassegnare a ulteriori tagli, visto che il colosso americano ha il monopolio del vaccino anti-Covid e quindi può tenere qualsiasi Paese con il fiato sospeso. La minaccia della causa giudiziaria non spaventa Pfizer perché la domanda è 20 volte superiore alle capacità produttive e rotto un contatto se ne firma subito un altro, magari a prezzo più alto: Israele paga 28 dollari per una dose contro i 14,5 dell’Ue.

Il vertice con le regioni

«È stata una riunione intensa in una giornata non facile perché contraddistinta dalla notizia di AstraZeneca che ha confermato la riduzione della fornitura delle dosi, per il primo trimestre dell’anno, da 8 milioni a 3 milioni 400 mila. Insomma, è un altro passo indietro», spiega Luca Zaia.«Siamo rimasti d’accordo con il commissario Arcuri che domani ci invierà un quadro sinottico delle ipotetiche forniture di Moderna, AstraZeneca e Pfizer per le prossime quattro settimane, ovviamente fermo restando che continuino regolarmente le consegne. Per quanto mi riguarda ho sottolineato l’importanza di non arrestare la campagna vaccinale e ho chiesto che, qualora avvenga un via libera da parte di Ema, realtà regolatrice europea, ai vaccini russo o cinese, ci sia un pronunciamento del governo affinché si possa ricorrere anche a questa soluzione in tempi molto rapidi» spiega il presidente della regione.

Monopolio USA

Insomma, si tratta di uscire dal monopolio Usa con gli strumenti offerti dal mercato, altrimenti si corre il rischio di mandare a rotoli tutto il programma di prenotazioni già avviato con l’anagrafe vaccinale, con effetti deleteri. Il presidente Zaia ha chiesto ad Arcuri il rispetto delle forniture di Pfizer per garantire la seconda dose ad almeno 8 mila persone già in lista per il richiamo. Da Roma è stato confermato il pesante taglio rispetto alla tabella di marcia ma dal primo febbraio tutto dovrebbe riprendere nel rispetto dei contratti.

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