Veneto

Zaia fa in conto dei contagi e aspetta il CTS

Il Covid rialza la testa in Veneto e l’RT torna a farsi critico: 0,92 a un passo dalla soglia 1 che fa scattare la zona arancione con l’obbligo di non uscire dal proprio comune, bar e ristoranti chiusi. Un mezzo lockdown. Come a dicembre, sotto Natale, quando il Veneto era nel boom della pandemia che ora si è spostata a Brescia, in Abruzzo e Umbria. Luca Zaia invita alla prudenza, ma è convinto di ottenere la riconferma della zona gialla: il verdetto arriva questa sera dal Cts.«Ci sono però dei piccoli campanelli d’allarme, in linea con l’andamento nazionale. La situazione è buona rispetto a quanto sta accadendo ad altre regioni. Se guardiamo i positivi, la percentuale d’ incidenza che all’inizio anno era intorno all’1,4% adesso è quasi al 3% con 1304 casi quando pochi giorni fa erano 600. È quasi raddoppiata, su numeri piccoli ma c’è tendenza all’aumento. L’indice RT era sotto 0,60 mentre oggi è 0,92 più o meno. È pur vero che abbiamo avuto un comportamento anticiclico: il boom della pandemia si è verificato a dicembre, poi un crollo dei contagi legato anche alla chiusura delle scuole. Dal punto di vista sanitario dobbiamo evitare l’aumento della pressione ospedaliera. Ma con l’ RT pari a 1 si va in zona arancione e vorrebbe dire ancora restrizioni pesanti», ha concluso.

I contagi

Anche oggi i contagi sono tornati sopra quota mille in un giorno: +1.304 il numero dei positivi trovati con oltre 40 mila tamponi, una soglia che non si registrava da molte settimane. Sono invece sotto la soglia di saturazione i posti letto in area medica e terapia intensiva: 1351 i ricoveri, 134 le rianimazioni che ospitano pazienti Covid. E proprio per questo il Veneto ha chiesto che non sia l’RT il parametro base ma la tenuta della struttura ospedaliera. Zaia ha poi allargato l’analisi ad altri temi più squisitamente politici, nel corso del confronto tra le regioni e i ministri Speranza e Gelmini. «Ho chiesto al governo, all’ Iss e al Cts una linea precisa sul nuovo Dpcm del 6 marzo che resterà in vigore fino ad aprile. Ci vuole il consenso degli enti locali su una base giuridica ineccepibile, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha ribadito la supremazia del governo sui provvedimenti delle regioni in materia di inasprimento delle misure per contrastare il virus».

Il problema scuola

Altro capitolo: la scuola. Zaia ha invitato il Cts ad esprimere una valutazione unica sul rischio legato alla riapertura delle scuole per programmare la soglia del rischio. Il Veneto ha avviato dei test “sentinella” e ha individuato oltre 1200 positivi tra i banchi delle aule con disagi per le lezioni e con lo sviluppo di focolai nelle famiglie degli studenti. Ultima questione: i test rapidi fai da te. Dopo la prova-show in diretta a dicembre di Zaia, l’Iss non ha ancora dato il via libera ai test avviati dal dottor Roberto Rigoli. Nel frattempo sul mercato si trova di tutto: dal tampone nasale al test sierologico nelle farmacie convenzionate al prezzo calmierato di 15 euro in Emilia Romagna, mentre in Belgio il tampone fai da te si compra ovunque

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