Veneto

Zaia invoca un’economia veneta covid free. E va a caccia di vaccini

Una campagna immunitaria fai-da-te, parallela a quella istituzionale riservata alla popolazione e concepita per offrire una certificazione “Covid Free” all’economia azzoppata dalla pandemia: circuito dell’accoglienza, commercio vocato al turismo, industria ed export, in primis. Un obiettivo ambizioso, che chiede disponibilità di vaccini largamente superiore a quella erogata al Veneto dal canale distributivo europeo che a Roma fa capo al commissario Arcuri e, ancor più, esige tempi ristretti, pena soccombere alla concorrenza globale che già scommette sulla fine dell’emergenza sanitaria. «Abbiamo davanti la devastazione di una guerra mondiale, il contraccolpo sulle nostre imprese è stato micidiale, abbiamo perso 65 mila posti di lavoro e c’è ancora il blocco dei licenziamenti… È fondamentale ripartire e il progetto di comparti produttivi liberi dal virus sarebbe assolutamente innovativo», la premessa di Luca Zaia; lesto a estrarre il coniglio dal cilindro: «La Regione si sta muovendo sul mercato internazionale per verificare la possibilità di acquistare in autonomia ulteriori vaccini, intendiamo agire nel totale rispetto delle regole, rivolgendoci esclusivamente ai fornitori dei prodotti autorizzati dalle agenzie italiane ed europea: Pfizer, Moderna, AstraZeneca».

I primi contatti

Lo stesso governatore ammette che i primi contatti si sono rivelati infruttuosi: «Pfizer ci ha confermato i vincoli di fornitura agli Stati sovrani, dall’estero, tuttavia abbiamo ricevuto anche segnali di tipo diverso… È inverosimile che ci sia un monopolio mummificato dei vaccini: il mondo è più fluido rispetto a come lo stiamo vivendo noi, tra qualche mese saremo inondati di offerte ma è cruciale vincere la sfida del tempo». Un’allusione che corre anzitutto alla Germania, dove i lander, attraverso il governo federale, hanno acquistato 30 milioni di dosi supplementari. E i rischi dell’operazione? «La legge ci consente di acquistare farmaci validati, lo facciamo continuamente, semmai la Corte dei Conti potrebbe obiettare circa la spesa ulteriore ma gli argomenti validi non ci mancano: domani ci confronteremo con i ministri, vogliamo coinvolgere nel progetto anche le associazioni d’impresa, da Confindustria a Confturismo, ne ho discusso con Enrico Carraro e Marco Michielli. 

Gli imprenditori

Evocato, il presidente degli industriali batte un colpo e offre la disponibilità ad ospitare la vaccinazione dei dipendenti, attraverso il medico competente, in spazi attrezzati negli stabilimenti. La proposta collaborativa, contenuta in una lettera inviata dallo stesso Carraro a Zaia, riflette un’esigenza diffusa nella categoria: «Nell’ultimo periodo sono sempre più numerose le aziende associate che ci chiedono indicazioni sulle modalità e le tempistiche che verranno adottate per la vaccinazione del proprio personale. Si tratta di un tema molto sentito, da cui dipende la ripartenza in piena sicurezza delle attività produttive nella loro totalità e completezza. Nei giorni scorsi abbiamo scritto all’assessore alla salute Manuela Lanzarin manifestando l’esigenza di individuare, nel rispetto del piano vaccinale, alcuni settori produttivi da considerarsi con particolare attenzione, in quanto dispongono di personale più esposto al rischio di contagio. Mi riferisco, ad esempio, a chi entra in contatto con la sanità, agli addetti sanitari dei centri termali, ai trasfertisti, ai trasportatori». 

Recovery Fund

In base al riscontro istituzionale si mira definire un percorso condiviso: «Sarà nostra cura», è la conclusione confindustriale «coinvolgere anche le organizzazioni sindacali. Da questo fronte arrivano segnali di interesse, sia a livello nazionale che regionale. L’obiettivo di tutti è superare l’emergenza e ricominciare a crescere per creare benessere e opportunità di sviluppo per le industrie e i cittadini veneti». Flaconi a parte, il sospirato rilancio richiederà una robusta iniezione di risorse e al riguardo il governatore è categorico: «L’unica ancora di salvezza si chiama Recovery Fund che può essere una grande opportunità o un grande spreco. Guai a sbagliare linee di investimento: noi dobbiamo aiutare le imprese e creare occupazione. Tutto il resto è divagazione sul tema».

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close