Veneto

Zaia nero

C’è chi dice no. «Il Dpcm? Lascia non poche perplessità e se non sarà modificato procurerà certamente qualche guaio. Il Governo, ci ha trasmesso la bozza stanotte, erano le 2.30, con l’invito a presentare le osservazioni entro mezzogiorno. Mi sembra un modo scorretto di agire e nel merito credo che questi provvedimenti innescheranno conflitti sociali, anzi, una guerra tra poveri perché ci saranno cittadini di serie A e B». Toni inauditi quelli di Luca Zaia, che smette l’atteggiamento felpato per muovere dure contestazioni al pacchetto di misure natalizie. protesta unanime delle regioni«Per noi la priorità è la salute e l’abbiamo dimostrato nei fatti, tuttavia si apre uno scenario inaccettabile sul versante umano, quello del mancato ricongiungimento tra genitori e figli, un valore che non ha prezzo. C’erano molte soluzioni alternative al blocco del 25-26 dicembre e prmo gennaio, inoltre è assurdo e ingiusto trattare allo stesso modo le metropoli e i paesini di campagna. Chiudi i 150 abitanti di Laghi o i 6 mila di Godega di Sant’Urbano entro i confini comunali e poi lasci che milioni di persone si muovano tranquillamente a Roma o Milano. Per il Veneto questo è un simil lockdown. Non ha alcun senso sul piano del contrasto epidemiologico e crea una sperequazione estrema, anche di natura costituzionale».

Ricorso?

«No, il tempo stringe, c’è un decreto immediatamente esecutivo, l’auspico è che il premier e i ministri rivedano le norme, ma non ci spero molto». Al riguardo, la lettera inviata a Conte da Stefano Bonaccini, il presidente della conferenza delle regioni, esprime «stupore e rammarico» per l’assenza di un confronto preventivo; «Tale metodo contrasta con lo spirito di leale collaborazione, sempre perseguito nel corso dell’emergenza», protesta il dem emiliano. «Hanno scelto di non interpellarci, privilegiando il cerimoniale di corte al confronto con il territorio e i rappresentanti dei cittadini», rincara il veneto.

Ristori, trasporti e scuole

«Dei ristori più volte promessi non si vede nulla, gli impianti di sci e il circuito di accoglienza sulla neve vengono chiusi quasi che dalla stagione invernale non dipendesse il lavoro e il reddito della popolazione montana. Chi pagherà gli stipendi agli stagionali? È come se chiudessero le spiagge d’estate. Per non parlare delle categorie dimenticate: piscine, attività di svago, spettacoli viaggianti, discoteche. Così la crisi sanitaria diventa disastro economico e sociale». C’è altro? Roma intende affidare la pianificazione dei trasporti scolastici differenziati ai prefetti… «Con loro abbiamo ottimi rapporti, so che hanno ben altro da fare. Siamo in grado di cavarcela da soli, l’assessore De Berti ha già completato il piano. Oltretutto il decreto prevede un tavolo prefettizio con gli amministratori locali e poi stabilisce che in caso di disaccordo sarò io a decidere attraverso un’ordinanza. E allora perché introdurre un’ulteriore complicazione? Il ministro Azzolina boccia l’autonomia scolastica? È un grande contributo politico… Da siciliana dovrebbe conoscere il valore dello statuto speciale, il suo conterraneo don Sturzo si dichiarava federalista impenitente, lei caldeggia il centralismo. Complimenti».

I Social

Tante obiezioni ma l’alternativa qual è? «Colpire gli assembramenti anziché accanirsi sugli spostamenti, agire sulle cause e non sugli effetti, a che serve ingabbiare chi vive in piccole comunità se poi vederemo piazze urbane gremite?». Sui social, segnalano, monta la rabbia e volano parole minacciose… «Da obiettore di coscienza non condividerò mai gesti di violenza ma dissentire è legittimo e in questo caso anche doveroso». Intanto 101 decessi nelle ultime 24 ore. Un passo indietro, perché in apertura del briefing, more solito, il governatore ha snocciolato il report di giornata, caratterizzato da numeri drammatici: nelle ventiquattr’ore il Veneto ha registrato 101 decessi, circostanza che eleva il tributo doloroso oltre la soglia dei quattromila (4041) morti. Il Natale più cupo, già.

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