Veneto

Zaia: «Non abbiamo vinto nulla, la battaglia contro il Covid continua. Rispettate regole e divieti».

Un’isola gialla nel mare nordista tinto di rosso e arancione. In coincidenza con il sofferto cambio di fascia di Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, il Veneto mantiene il range di rischio moderato, circostanza che scongiura ulteriori restrizioni quali il blocco della mobilità extracomunale e la chiusura totale dei locali pubblici. Un’opportunità condivisa con poche altre zone del Paese (Lazio, Molise, Sardegna, Provincia di Trento) e tuttavia precaria. Ne è consapevole Luca Zaia, che accoglie lo “scampato pericolo” senza traccia di trionfalismo: «Il ministro Speranza mi ha comunicato che restiamo in zona gialla, come ho sempre detto questo non è un gioco a premi, non abbiamo vinto nulla, la battaglia continua», è il suo commento.

Aperti parrucchieri e lavanderie

Scontata la solidarietà ai colleghi Fedriga e Bonaccini che da mesi condividono l’azione di contrasto alla pandemia culminata nella “stretta” in vigore da stamani: «Conoscendo la loro situazione, mi rendo conto che le decisioni di Roma riflettono algoritmi e calcoli che corrono sul filo dei millimetri. Penso che noi veneti dobbiamo guardare con attenzione estrema a ciò che stiamo facendo. La nostra classificazione conferma l’abbassamento importante dell’indice Rt (ora è 1,26) e la buona capacità del sistema sanitario, ma non cancella la pressione importante sui nostri ospedali con oltre 2.200 malati di Covid ricoverati, dei quali circa 230 in terapia intensiva. A maggior ragione, dobbiamo avere ancora più motivazioni nel rispettare l’ordinanza che ho firmato ieri, evitando assembramenti nelle città e nelle aree turistiche in questo fine settimana».

La nota

A riguardo, il governatore ricapitola i passi salienti del provvedimento: la chiusura della grande distribuzione nei giorni festivi e prefestivi nonché dei negozi la domenica (fanno eccezione alimentari, farmacie, edicole, tabaccherie); la spesa limitata ad un familiare e la mascherina obbligatoria anche all’aperto salvo il tempo di consumare cibi e bevande o di fumare; dalle 15 alle 18 nei locali si consuma soltanto seduti e sono bandìte passeggiate e affollamenti in centri storici, località di mare e di montagna, zone lacustri e percorsi di campagna.

Nel dettaglio, Palazzo Balbi ha divulgato un vademecum che chiarisce, rettifica – e in qualche caso capovolge – le misure annunciare in un primo tempo. Oggi, ad esempio, via libera a parrucchieri e lavanderie mente il “veto” ai parchi commerciali non si estende ai punti di vendita individuali e autonomi con superficie inferiore ai 250 metri quadrati. Il divieto di consumare all’esterno quanto acquistato al dettaglio non vieta di assaporare un gelato o sbocconcellare un trancio di pizza passeggiando. Ancora: la sospensione di educazione fisica, canto e strumenti a fiato alle medie inferiore è ancora virtuale: richiede il parere del Comitato tecnico scientifico al riguardo, atteso (ma non garantito) entro lunedì.

La curva scende

Tant’è: «La curva dà segni di attenuazione ma ci avviamo al picco che potrebbe durare giorni ed è indispensabile prevenire il collasso del sistema ospedaliero», il richiamo del governatore. È tutto? Quasi. Nella notte si è verificato un tentativo di scasso nella sede dell’unità di crisi, a Marghera: preso di mira l’ingresso al salone dove Zaia e gli assessori Lanzarin e Bottacin svolgono il briefing quotidiano. La serratura ha resistito ma la circostanza ha fatto sì che, oltre a Volanti e scientifica, in via Paolucci abbia fatto capolino la Digos, già allertata dalle minacce inviate al governatore. L’ipotesi, comunque, è che i maldestri grassatori avessero adocchiato i computer in dotazione alla stanza attigua della Protezione civile.

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close