Veneto

Zaia plaude Draghi: Veneto giallo dal 26

La colorazione del rischio epidemiologico muta come un camaleonte e la mossa pomeridiana di Mario Draghi – ripristino, a partire dal 26 aprile, della zona gialla “rafforzata” nelle regioni a bassa circolazione di contagio – coglie di sorpresa lo stesso Luca Zaia. «In Veneto l’incidenza dei positivi è scesa al 2,54%, i ricoveri calano ogni giorno e il tasso di occupazione negli ospedali è inferiore alle soglie critiche. Tutti gli indicatori, a cominciare dall’indice Rt 0,81, ci collocherebbero in giallo, purtroppo il decreto legge in vigore fino al 30 del mese prevede soltanto il rosso e l’arancione», sospirava il governatore in mattinata, pronosticando a maggio le attese riaperture. Poi il colpo di scena, scaturito da un Consiglio dei ministri a tratti acceso e infine tranchant: «La decisione del premier? Ottima e dettata da gradualità e buon senso», il commento zaiano affidato d’impulso alle agenzie «è chiaro che il virus non se n’è andato né si tratta di un liberi tutti, però si è riconosciuto che, oltre al danno sanitario, la comunità patisce anche quello economico e psicologico».

Il problema dei ristoranti

«Ipotizzare due metri di distanza tra i tavoli equivale e chiudere i ristoranti, non a riaprirli. L’ho fatto presente, confido in una soluzione, vedremo come si esprimerà il Comitato tecnico scientifico a riguardo». Torna, ossessivo, il mantra della sicurezza: «Adesso la responsabilità da collettiva-istituzionale diventa individuale: ognuno di noi è chiamato al rispetto delle regole basilari, mascherina, distanziamento, igienizzazione».gli indicatori del rischio moderatoLa riclassificazione avverrà venerdì, nessun dubbio circa le “credenziali” del Veneto? «No, rientriamo a pieno titolo nel grado giallo di rischio moderato perché la situazione epidemiologica è stata gestita bene, siamo primi in Italia per vaccini erogati e vogliamo traghettare la nostra popolazione verso l’immunizzazione totale. Dalla velocità dipende l’uscita dall’emergenza sanitaria ed economica, il Veneto non può arrivare ultimo, con l’Italia, sui mercati, ma deve essere tra i primi al mondo, come ha già dimostrato di saper fare». Il primo traguardo consiste nel completamento del target a maggiore rischio, quello degli over 80: sono 358.540, al 90% già raggiunti da prima dose o richiamo. Oggi e domani, la “caccia” ai restanti procederà casa per casa, con le squadre vaccinali sguinzagliate a domicilio previa segnalazioni mirate di sindaci e medici di base. entrano nel radar i settantenni. L’obiettivo è concludere l’operazione entro domenica sera

Chi rifiuta il vaccino

«Circa il 5% degli anziani, sono almeno 18 mila, interpellati direttamente dalle Ulss, respingono la somministrazione o rinunciano senza disdetta», fa sapere il governatore «Si tratta comunque di una quota fisiologica a fronte del 95% che aderisce, questa sì una percentuale strepitosa». Parole che non convincono i consiglieri regionali del Pd: «Il numero dei rifiuti è enorme, stiamo parlando del range di persone più deboli, che già ha pagato un tributo pesantissimo in termini di decessi. Anziché allargare le braccia crediamo sia indispensabile mettere in campo una campagna informativa capillare, finora mancata o realizzata con forte ritardo». Esauriti gli ultraottantenni, il calendario delle priorità (oltre ai soggetti fragili e disabili) scala alla fascia d’età 79-70 anni; quasi mezzo milione di cittadini (sono 494.443) fin qui coperti al 60%. Ad oggi le inoculazioni effettuate risultano 1.244.275, 354.440 i cicli completati

La mancanza di dosi

«Adesso, però, bisogna avere anche i vaccini. Lo so che il mio è un disco rotto, ma siamo un esercito con poche munizioni che viaggia con il motore al minimo: se avessimo 80 mila dosi quotidiane, beh riusciremmo a farle». E se i progressi nella campagna sono evidenti, permane qua e là la protesta di quanti non riescono a prenotare on line, si imbattono nel numero verde perennemente occupato o, più semplicemente, ignorano quando arriverà il loro turno: «La prossima settimana presenteremo i tabelloni colorati dove ognuno, in base all’anagrafe, saprà quando riceverà la sua dose. Li aggiorneremo in corsa, con date sempre più precise».

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