Veneto

Zaia preoccupato per i ricoveri ma assicura: «In Veneto la scuola sarà in presenza. Pronto il piano sentinella»

Aumentano i ricoverati per Covid. Oggi sono 223, dai 208 di fine settimana. Zaia è serio, ma mai drammatico: «Seguiamo con attenzione questo incremento. Ma il pallino resta la vaccinazione».

Ricoveri

«Non nego che siamo preoccupati, è un aumento lento, ma costante. Gli esperti dicono che il giro di boa sarà a metà agosto, poi ci si aspetta un livellamento. I cluster restano, ne abbiamo scoperto uno in una colonia a Caorle. C’erano dieci ragazzini positivi. Abbiamo chiuso tutto. Tutto sotto controllo. I cluster sono tra i 9 e i 19 anni. Quindi non è un clima da liberi tutti: usate la mascherina». I 23 ricoverati in terapia intensiva sono non vaccinati al 98%. Ci sono 1 milione di dose di vaccini pronti. «Potete vaccinarvi anche subito. Fatelo, è l’unico metodo per non ammalarvi e diffondere il virus». I ricoverati non in terapia intensiva dimostra che il 70 per cento sono non vaccinati. La stragrande maggioranza sono cinquantenni. «Unito al dato delle terapie intensive in via empirica si può dire che il vaccino ti protegge da ogni tipo di complicanza»

Scuole

Tornano le scuole sentinella. «Noi la scuola la vogliamo in presenza. È un diritto degli studenti». I trasporti degli studenti restano un problema. La capienza verrà rimaneggiata dal Cts. Non si arriverà al 100% della capienza. «Secondo me faranno linee guida più restrittive». Ma se gli insegnanti e gli studenti non si vaccinano? «Abbiamo l’82% dei lavoratori vaccinati. Facciamo appello al resto del 18% di cui non abbiamo le liste. Il professor Garattino ha detto che i docenti sono istituzioni e devono dare l’esempio. Non bisogna vergognarci di aver paura ad assumere un farmaco. Ma è anche vero che se ragionassimo sempre così oggi saremmo in ginocchio».

Tamponi non gratuiti

I tamponi che non sono più gratuiti per tutti. «Noi siamo partiti con questo progetto perché avevamo la variante delta e non avevamo nessuno che si faceva tamponi. Quindi questa decisione del Veneto, che è stata l’unica a fare tamponi gratuiti per due mesi, non è contro qualcuno. Noi abbiamo bisogno dei medici negli ospedali e abbiamo bisogno che quelli che devono fare il tampone per forza (i sanitari di ospedali e Rsa, coloro che sono autorizzati alle visite nelle Rsa, i minori, i malati, le persone da tracciare) lo possano fare». «Gli altri lo possono fare in ben 600 farmacie a prezzo calmierato. 8 euro per i minori di 12 anni, 15 euro gli altri, cioè la tariffa decisa del governo». «Ricordiamo che 50 mila tamponi al giorno, a 10 euro, sono 500 mila euro al giorno. Abbiamo economie di scala, ma il costo resta pauroso».

Terza dose?

«Se ci sarà il problema s’inizierà per primi i sanitari, quelli delle Rsa e i lavoratori dei servizi essenziali. Loro hanno fatto la prima dose nel febbraio 2021, con le famose 827 dosi. Quanto dura il vaccino: nessuno lo sa. Io credo che alla fine dell’anno la terza dose apparirà all’orizzonte. Il Comitato tecnico scientifico parla di 12 mesi. La terza dose per chi vorrà farla sarà la stessa del vaccino già fatto».

Sanitari no vax

«C’è un ravvedimento in corso da parte di molti di loro, noi diamo più possibilità per vaccinarsi. Lo facciano».

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