Veneto

Zaia teme lo shopping

Lanciata con diplomazia e senza risultati immediati la sfida al governo Conte per eliminare il lockdown nei piccoli comuni a Natale, Santo Stefano e Capodanno, Luca Zaia cambia registro e intona il sermone della domenica: la frenesia da shopping è un’insidia che spalanca le porte al Covid. Non è un’invettiva contro il consumismo stile parroco di campagna, ma un appello alla prudenza: fate attenzione, indossate sempre la mascherina e igienizzate bene le mani dopo ogni contatto con gli oggetti che toccate.

Al suo fianco Rosi

Per far capire che non predica nel deserto, il presidente ha voluto al suo fianco il dottor Paolo Rosi, direttore del Suem e coordinatore della task force anti-Covid del Veneto. L’analisi lascia subito il posto alla cruda realtà dei numeri che mettono fine a tutte le fake dei negazionisti: in Veneto ogni giorno entrano in terapia intensiva 20-25 persone e altrettante ne escono. Il tasso di letalità è altissimo: uno su due non ce la fa a tornare a casa e dopo una lunga degenza si finisce dritti al camposanto. Non ci sono solo ottuagenari nell’elenco delle 4.194 vittime, la fascia d’età di sta abbassando e ci sono anche giovani in rianimazione.

Se il Veneto resta eternamente in zona gialla non è certo grazie all’Rt che viaggia sopra l’1,1% e risulta il più alto d’Italia. L’oscar dell’efficienza arriva grazie alla tenuta delle terapie intensive. «I nostri medici sono chiamati a un impegno eccezionale con 340 degenti e la statistica ci dice che il rapporto è ormai consolidato: ogni 200 positivi al tampone 1 finisce in terapia intensiva, con un tasso di mortalità del 50 cento», spiega Rosi. «Ci troviamo di fronte a patologie complesse, con un quadro clinico molto difficile da trattare nell’arco di due-tre settimane. L’unica soluzione è ridurre il numero dei contagi e isolare i cluster appena si manifestano».

Non un bello scenario

Il dottor Rosi non si diverte a disegnare previsioni fosche, nessuno meglio di lui conosce la mappa dell’emergenza Covid visto che coordina il Suem, con la rete di ambulanze sempre in strada. Conviene quindi riflettere sullo scenario delineato dal monitoraggio: dal 21 febbraio il virus Sars2 arrivato dalla Cina ha contagiato in Veneto 163.399 persone, 83.291 delle quali guarite. Quelle ancora positive oggi sono 75.914 e in base ai calcoli di Rosi è probabile che altre 380 siano quindi destinate alle terapie intensive, 190 delle quali con poche chances di tornare a casa.

Preoccupa il trend di lungo periodo: da qui a Pasqua, quando la pandemia forse sarà sconfitta, mancano quattro mesi e con un incremento medio di 2000 contagi-day vanno sommati altri 240 mila malati teorici ai 163 mila attuali. Con altri 1200 ricoveri e 600 vittime.

Basterà il freno allo shopping?

Se è difficile cambiare stile di vita e rinunciare all’abitudine consolidata del regalo sotto l’albero, conviene riflettere sull’appello che Zaia ha lanciato nel suo tg web. «In queste ore vediamo che ci sono fiumi umani che si dirigono verso i centri delle città. Più che dare raccomandazioni, altro non possiamo fare. Questo è il primo weekend delle festività natalizie e lancio un appello a chi vuol dirigersi in montagna: state fermi, state a casa. Ci sono rischi valanghe ovunque».

Con il Veneto in zona gialla non esiste alcun divieto agli spostamenti tra comuni: bisogna quindi cambiare rotta? No. «Se dovessimo mettere mano a nuove ordinanze per intervenire sugli assembramenti vuol dire che qualcosa non funziona. Forse c’è una parte di popolazione che non ha capito la gravità della situazione. Nonostante tutte le mie raccomandazioni inascoltate a livello nazionale, i grandi magazzini e i negozi sono pieni di persone che tracimeranno per fare gli acquisti. Siamo in un contesto nel quale rivendichiamo sempre la libertà, la democrazia, il rispetto delle libertà individuali, il senso civico, il senso del bene comune: questo è il risultato. I leoni da tastiera che scrivono tutto il giorno, poi sono in fila davanti ai grandi magazzini, a spintonarsi per entrare», spiega il presidente.

L’appello

L’appello alla prudenza sarà raccolto? Da Roma arriva un attestato di stima dal ministro delle Regioni Francesco Boccia. «Voglio ringraziare il presidente Luca Zaia per il senso di responsabilità mostrato con la forte richiesta ai cittadini di evitare assembramenti nelle vie dello shopping e non solo. Siamo dalla stessa parte, pronti a difendere gli interessi collettivi e il diritto alla salute».

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