Veneto

Zaia va in scontro col governo Conte, e spara a zero su Toninelli

Sul trasferimento della rete e delle concessioni al Veneto il Governatore non cede: «Le autostrade o non firmo l'autonomia»

Le richieste

«Noi veneti vogliamo l’autonomia, e oggi il governo dovrà darci una risposta su una bozza che c’è già. Ma ci sono cose che ho chiesto e vedo che non sono condivise, come il fatto che la Regione Veneto si prenda le concessioni delle autostrade. Non mi sembra una blasfemia: autonomia vuol dire anche questo. Se non ci danno quello che vogliamo, io non firmo più le carte». Autonomia, per la Regione Veneto, dovrà voler dire tra le altre cose anche la gestione diretta della rete autostradale, altrimenti Luca Zaia farà saltare la trattativa sull’autonomia. Il governatore del Veneto domenica scorsa a Treviso davanti alla platea che celebrava i 70 anni del Mandamento di Treviso della Confartigianato, al teatro Del Monaco, ha sparato ad alzo zero contro il ministro 5 Stelle delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che poche ore prima aveva scandito il proprio «no» alla cessione delle autostrade alle Regioni che chiedono l’autonomia. Ossia uno dei punti cardine del documento di Zaia.

Il No di Toninelli

Un «no» quello di Toninelli che ha fatto infuriare il governatore, durissimo ieri nel suo intervento dal palco, tanto che il passaggio «autonomia come diciamo noi, senza patti al ribasso, altrimenti non firmo più le carte» faceva anche intendere: blocco tutto, anche la Regione. Ma poi, sbollita la rabbia per il blocco dei 5 Stelle sulle grandi opere, ha precisato: «Bloccare la Regione non firmando i suoi atti non si può, vorrebbe dire interruzione di pubblico servizio. Ma non firmare più un accordo sull’autonomia che non ci dia vera autonomia, quello sì». Uno Zaia furioso, applaudito a più riprese dal popolo delle partite Iva che rabbrividisce al solo sentir parlare di reddito di cittadinanza, altro cavallo di battaglia dei 5 Stelle. «Noi vogliamo l’autonomia», ha ribadito Zaia dal palco, «e chiediamo 23 materie che sono esattamente quelle previste dalla Costituzione. La nostra non è un’autonomia contro qualcuno. È scritto nella Costituzione che la possiamo chiedere. E lo abbiamo fatto in maniera civile, con un referendum con il quorum, che ha passato brillantemente l’esame. Vogliamo un’autonomia vera, perché non rubiamo i soldi al sud, non li rubiamo a nessuno: sono soldi nostri. E pensare che ancor oggi in Italia si sprecano 30 miliardi di euro l’anno nella pubblica amministrazione… Sarà pur vero allora che qualcuno deve entrare in questa stanza buia e accendere la luce, e il sistema è quello dell’autonomia».

I passaggi sull’autonomia

«Il 15 febbraio il governo dovrà darci una risposta su una bozza che c’è già. Entro il 21 marzo dobbiamo chiudere con l’intesa. La Costituzione prevede che una volta firmato l’accordo sul contratto la Regione del Veneto e il governo, e quindi il presidente della Regione e il presidente del consiglio Conte firmino l’intesa, che diventa un contratto blindato che alla Camera e al Senato dovrà essere approvato senza modifiche». Toninelli boccia anche la Tav? Zaia gli replica così: «Io penso e dico invece che la Tav debba essere realizzata. Un referendum sulla Tav? Non siamo disponibili a farlo, sono solo soldi buttati via. Il Veneto si è già espresso a sufficienza sulle grandi opere. E infatti abbiamo il più grande cantiere d’Italia, quello della Pedemontana, che terminerà nel 2020».

A.M.U.

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